26 agosto 2015

Immortalata anche nella medaglia del Papa




L'immagine della statua del Bernini che si può ammirare a Roma nella chiesa di Santa Maria delle Vittorie, a pochi passi dalla nostra Curia Generalizia e raffigurante la trasverberazione del cuore di Teresa di Gesù (vedi il video in questa a pagina) è stata scelta dal Papa come retro della medaglia che ricorda i suoi primi tre anni di pontificato. "Amorem Christi in animo teneamus" è la frase scelta. Il nostro P. Generale, Saverio Cannistrà, ha inviato al Santo Padre una lettera per ringraziarlo dell'omaggio fatto alla Santa Madre Teresa. Uno dei numerosi segni di apprezzamento che Papa Francesco ha diretto al Carmelo Teresiano, in questi anni.

Per approfondire l'episodio descritto nella scultura del Bernini  che oggi ricordiamo nella liturgia propria dei carmelitani scalzi, clicca qui  e  qui
Qualcosa a proposito della scultura qui

L' Estasi di Santa Teresa d'Avila scolpita da Gian Lorenzo Bernini

19 agosto 2015

Esplora la tua anima davanti a Lui

L'uomo non esplora
mai integralmente
il suo intimo.
E' un segreto di Dio,
un segreto che 
unicamente Lui
può rivelare
nella misura che vuole...
... rimani perciò...  in raccoglimento
per tutto il tempo di cui ha bisogno
per trovare pace e quiete:
non sarai la sola
a esserne avvantaggiata,
perché ne beneficeranno
anche il tuo lavoro
e coloro con cui hai a che fare"

(Edith Stein_Teresa Benedetta della Croce)

Come riconoscere un membro della famiglia di Teresa?



Ognuno può essere solo con il Solo e lasciarsi amare da Lui
"C'è un itinerario personale, che non può mai mancare per un membro della famiglia di Teresa, un itinerario di orazione, di incontro silenzioso con l'Amico che ci aspetta sempre, con il Maestro che è qui e vuole parlarci dal di dentro di noi stessi. Come sarebbe bello se questi giorni potessero diventare per ciascuno di voi il tempo di un re-innamoramento per la  propria vocazione carmelitana, una ricarica carismatica che ci ridà entusiasmo, che cambia nel vino della gioia e della festa l'acqua delle nostre fatiche e dei nostri doveri quotidiani!"
P. Saverio Cannistrà ocd
.(dal messaggio ai partecipanti all'Incontro teresiano internazionale del 10-14 agosto 2015)

15 agosto 2015

Quel giorno dell'Assunta...

Siamo alla vigilia di un momento importante nella vita di Teresa di Gesù e dell'Ordine carmelitano: la fondazione di un nuovo monastero con un ritorno alle origini del carisma che era stato mitigato nel tempo. Nel libro della Vita la santa racconta un antefatto che l'aiutò nel predisporre tutto ciò che era necessario all'evento e anche al suo spirito:

In quello stesso tempo, il giorno dell’Assunta, in un convento dell’Ordine del glorioso san Domenico, stavo meditando sui molti peccati che in passato avevo lì confessato e su altre cose della mia vita miserabile, allorché fui presa da un rapimento così grande che mi trasse quasi fuori di me. Mi sedetti e mi pare di non aver neppure potuto vedere l’elevazione né seguire la Messa, tanto che poi me ne rimase lo scrupolo. Mentre ero in questo stato, mi sembrò di vedermi rivestire di una veste bianchissima e splendente e, al principio, non vidi chi me la ponesse. In seguito scorsi alla mia destra nostra Signora e alla sinistra il mio padre san Giuseppe che me la metteva indosso e capii che ero ormai purificata dei miei peccati. Vestita che fui e piena di grandissima felicità e gioia, mi parve che nostra Signora mi prendesse le mani, dicendomi che la mia devozione al glorioso san Giuseppe le faceva molto piacere, che la fondazione del monastero da me desiderata si sarebbe fatta e che in essa nostro Signore ed entrambi loro due vi sarebbero stati fedelmente serviti; che non temessi vi potesse mai essere in ciò un’incrinatura, anche se la giurisdizione sotto cui mi trovavo non fosse di mio gusto, perché essi ci avrebbero protette e che già suo Figlio ci aveva promesso di stare sempre con noi; come pegno che ciò si sarebbe avverato mi dava un gioiello. Mi parve, infatti, che mi mettesse al collo una bellissima collana d’oro, da cui pendeva una croce di grande valore. Quest’oro e queste pietre sono così diversi da quelli della terra che non si possono fare paragoni: la loro bellezza è assai lontana dal potersi qui immaginare; l’intelletto non arriva a capire la materia di cui è fatta la veste, né ad avere un’idea del candore di cui Dio la fa risplendere, di fronte al quale quello di quaggiù sembra un qualcosa di fuligginoso, per così dire.
15. Anche se non potei distinguere nessuna delle sue fattezze in particolare, ma solo vederne nel complesso la forma del viso, la bellezza di nostra Signora era straordinaria, così vestita di bianco, con grandissimo splendore, non abbagliante, ma soave. Non vidi, invece, altrettanto chiaramente il glorioso san Giuseppe, anche se vidi bene che stava lì, come avviene delle visioni di cui ho parlato nelle quali non si vede alcuna figura. Nostra Signora mi sembrava molto giovane. Dopo che stettero un po’ con me, procurandomi grandissima gioia e felicità come mai mi pareva d’aver provato, tanto che non avrei voluto mai staccarmene, mi sembrò di vederli salire al cielo fra una moltitudine di angeli. Rimasi molto sola, ma così confortata, elevata e raccolta in orazione e così piena di dolcezza da non potere per un po’ di tempo né muovermi né parlare, come fuori di me. Provavo un ardente desiderio di consumarmi per Dio e tutto avvenne in modo tale e con tali effetti che non potei mai dubitare, per quanto lo procurassi, che non era cosa di Dio. Mi lasciò molto confortata e in una gran pace.
16. Quanto a ciò che la Regina degli angeli aveva detto circa la giurisdizione, mi dispiaceva molto non affidare il nuovo monastero all’ Ordine, ma il Signore mi aveva detto che non conveniva dargli questo potere, esponendomi anche le ragioni per cui in nessun modo sarebbe stato il caso di farlo, esortandomi ad inviare un messaggio a Roma per una certa via che m’indicò e promettendomi che da lì mi avrebbe fatto venire la risposta. E così, inviato il messaggio, seguendo la via indicatami dal Signore, mentre prima non riuscivamo a concludere mai le trattative, l’affare riuscì benissimo. Dagli avvenimenti che seguirono si vide quanto fosse stato utile darne la giurisdizione al vescovo, ma allora io non lo conoscevo e non sapevo ancora quale superiore egli fosse. Il Signore volle che fosse così buono da appoggiare questa casa come era necessario per le molte opposizioni che si levarono contro di essa – come dirò in seguito – e la portasse allo stato in cui ora si trova. Benedetto sia colui che ha disposto così ogni cosa! Amen.

Suor Cristiana Dobner spiega "La vita nel Carmelo" e il "Nada te turbe"

09 agosto 2015

9 agosto 1942, Edith uccisa ad Auschwitz

In un biglietto inviato dal campo di concentramento Edith Stein scrisse: "Sono contenta di tutto. Una "Scientia Crucis" la si può acquistare solo se la croce la si sente pesare in tutta la sua gravità. Di questo sono stata convinta fin dal primo momento e ho detto di cuore: "Ave Crux, spes unica". Morì probabilmente poche ore dopo il suo arrivo, nella camera a gas e poi gettata nel forno crematorio. Di lei non fu trovano nulla.

QUESTO FU IL SUO TESTAMENTO SPIRITUALE Fin d'ora accetto con gioia la morte che Dio mi ha riservato in perfetta sottomissione alla sua santissima volontà. Chiedo al Signore che voglia accettare la mia vita e la mia morte per il suo onore e la sua esaltazione, per tutte le intenzioni dei santissimi cuori di Gesù e Maria e della santa chiesa, soprattutto per la conservazione, la santificazione ed il perfezionamento dell'Ordine del Carmelo, particolarmente dei monasteri di Colonia e di Echt, come espiazione per l'incredulità del popolo ebraico, affinché il Signore sia accolto dai suoi e il suo regno venga nella gloria, per la salvezza della Germania e per la pace del mondo; infine per i miei parenti, vivi e defunti, e per tutti coloro che Dio mi ha dato: perché nessuno di loro si perda.





Preghiera a Santa Teresa Benedetta della Croce
O Santa Teresa Benedetta della Croce, che facesti della tua sete di verità
una preghiera continua intuendo che chi cerca la verità cerca Dio, ottienici di cercare sempre la Verità.
Tu che incontrasti la Verità nella Croce di Cristo fa' che siamo illuminati anche noi dalla luce
che si sprigiona dal mistero della Croce.
Facci il dono di saper abbracciare la Croce come l'hai abbracciata tu.
Tu che scopristi la Verità che cercavi leggendo la semplice vita di Santa Teresina,
ottienici di scoprire nella semplicità quotidiana la grandezza della presenza di Dio.
Tu che ti donasti pienamente all’Amore  che hai incontrato, fa’ che tanti giovani
possano donarsi al Signore che chiama senza la paura di perdere,  ma con la gioia di dare.
Tu che nel campo della morte ti prodigasti  con dolcezza e premura verso il tuo popolo
infondendo conforto e coraggio,  ottienici in tutte le occasioni di vivere la carità verso il prossimo.
Tu che nell’ora della morte, prima di entrare nella camera a gas, facesti tua la preghiera di Gesù:
"Se non può passare questo calice, sia fatta la tua Volontà", ottienici di poter chinare il capo serenamente
negli ultimi momenti della nostra vita, abbandonati all'Amore di Dio che è fedele sempre.

Santa Teresa Benedetta della Croce, prega per noi!





08 agosto 2015

Teresa Benedetta sui passi di Teresa- 9


O Signore, dammi tutto ciò che mi conduce a te.
O Signore, prendi tutto ciò che mi distoglie da te.
O Signore, strappa anche me da me e dammi tutto a te.

Teresa Benedetta della Croce 

07 agosto 2015

Teresa Benedetta sui passi di Teresa - 8

Essere figli di Dio significa camminare dando la mano a Dio, fare la volontà di Dio e non la propria, riportare nelle sue mani ogni preoccupazione e speranza, non affannarsi più per sé e per il proprio futuro. Questa è la base della libertà e della gioia del figlio di Dio. Il «sia fatta la tua volontà», in tutta la sua estensione, deve essere il criterio della vita cristiana. Esso deve scandire la giornata dal mattino alla sera, il corso dell’anno e tutta la vita.
Teresa Benedetta della Croce

06 agosto 2015

Teresa Benedetta sui passi di Teresa - 7

Rientrare in sé significa avvicinarsi gradualmente a Dio. Essendo spirito e immagine dello Spirito Santo, l’anima ha conoscenza non soltanto del mondo esterno, ma anche di se stessa: essa è consapevole della sua vita spirituale e può riflettere su se stessa, anche senza entrare in sé per la porta della preghiera
Teresa Benedetta della Croce

05 agosto 2015

Teresa Benedetta sui passi di Teresa - 6

Essere tutti di Dio, donarsi a Lui, al suo servizio, per amore, è questa la vocazione, non solo di alcuni eletti, ma di ogni cristiano; o consacrato o non consacrato, o uomo o donna…Ognuno è chiamato alla sequela di Cristo. E più ciascuno avanza su questa via, più diventerà simile a Cristo, e poiché Cristo personifica l’ideale della perfezione umana libera da ogni difetto e unilateralità, ricca dei tratti caratteristici sia maschili che femminili, libera da ogni limitazione terrena, i suoi seguaci fedeli vengono sempre più elevati al di sopra dei confini della natura. Per questo vediamo in uomini santi una bontà e una tenerezza femminile, una cura veramente materna per le anime loro affidate; e in donne sante un’audacia, una prontezza e decisione veramente maschili.
Così la sequela di Cristo porta a sviluppare in pieno l’originaria vocazione umana: essere vera immagine di Dio; immagine del Signore del creato, conservando, proteggendo e incrementando ogni creatura che si trova nel proprio ambito; immagine del Padre, generando ed educando – per paternità e maternità spirituale – figli per il regno di Dio. L’elevazione al di sopra dei limiti della natura, che è l’opera più eccelsa della grazia, non può certo venir raggiunta con una lotta individuale contro la natura o con la negazione dei suoi confini, ma solo mediante l’umile soggezione al nuovo ordine donato da Dio.
(Edith Stein, Vocazione dell’uomo e della donna secondo l’ordine della natura e della grazia)

04 agosto 2015

Teresa Benedetta sui passi di Teresa - 5

Una volta che radichi la tua preghiera personale nella messa e nella preghiera delle Ore, una volta che infondi il tuo lavoro quotidiano con loro due, noterai che il tuo lavoro sta acquistando uno spirito di servizio di Dio (opus Dei). Per estensione orienti il tuo lavoro verso la lode di Dio nella Messa e nelle Ore, il tuo lavoro diventa "liturgia" le cui radici significano , dopo tutto, "lavoro per il popolo.
s. Teresa Benedetta della Croce