L'attualità di Teresa

Chi conosce il temperamento attivo della santa, il suo umorismo, la sua capacità di sintonizzarsi con le persone più diverse per cultura e carattere, la sua attitudine creativa e organizzativa, si guarda bene dal classificarle tra le lontane isole dell’oceano umano. La sua personalità acquisterà allora dimensioni gigantesche, insospettate. Influirà su migliaia di persone di ogni classe, che seguiranno fedelmente le sue orme. Ballestrer M., Iniziazione alla meditazione profonda, Edizioni Messaggero

19 ottobre 2014

Paolo VI e la Multiforme Sapienza di Dio


La multiforme Sapienza di Dio talvolta si rivela in maniera più manifesta ad alcuni amati discepoli di Cristo e ad essi, per arcano disegno e liberalità singolare, vien concesso di comprendere quale sia «la larghezza e la lunghezza e l'altezza e la profondità: di conoscere anche la carità di Cristo che supera ogni scienza» (Ef 13, 8). Infatti «lo Spirito Santo non solo per mezzo dei sacramenti e dei ministeri santifica il popolo di Dio e lo guida e adorna di virtù, ma, distribuendo a ciascuno i propri doni come a lui piace (1 Cor 12, 11), dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali, con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi varie opere e uffici, utili al rinnovamento e alla maggiore espansione della Chiesa» (LG 12).
Teresa di Gesù, grande e nobile vergine, e inoltre riformatrice dell'Ordine della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, fu arricchita a profusione di questa divina abbondanza di sacri carismi. Di semplici costumi e ignara di cultura letteraria, eccelse talmente con la parola e con gli scritti, che a lei si possono riferire queste parole: «aprì la sua bocca in mezzo all'Assemblea» (Sir 15, 5), e a buon diritto fu proclamata santa da uomini santi e fu anche venerata come sicurissima guida e maestra da dottori di scienze sacre. Sebbene si interessasse a moltissimi affari inerenti al suo dovere, si vide tuttavia che aspirava ininterrottamente a una patria migliore, cioè a quella celeste; quasi sempre sofferente nel corpo e carica di tribolazioni, affrontò impavida qualsiasi impresa per la gloria di Dio e per l'utilità della Chiesa di Cristo. 
Perciò, dal momento che questa serva di Dio è stata sempre esaltata, sia per i fatti straordinari della sua vita sia per le rare virtù del suo animo sia per l'acume del suo spirito, reputiamo con certezza questo fatto motivo giusto e nobile a che, come il Nostro predecessore Gregorio XV le ha decretato gli onori dei santi, affinché tutti i fedeli di Cristo comprendessero con quale abbondanza Dio avesse ricolmato di Spirito Santo la sua serva (cf Lett. Decr. Omnipotens sermo), così Noi non dubitiamo doverla proclamare dottore della Chiesa, prima fra le donne, specialmente per la sua conoscenza e dottrina delle cose divine. Abbiamo infatti fiducia e confidiamo che Teresa di Gesù, dichiarata con solenne decreto maestra di vita cristiana, stimoli fortemente anche gli uomini del nostro tempo a coltivare soprattutto ciò che favorisce l'amore dell'anima verso la contemplazione e il conseguimento delle cose celesti
Cominciava così la Lettera Apostolica "Multiformis sapientia Dei" del nuovo Beato, Paolo VI, allora Pontefice Romano. Con queste parole, proclamava santa Teresa di Gesù, vergine di Avila, Dottore della Chiesa, prima donna della schiera, seguita subito dopo da S. Caterina da Siena e nel 1987 da S. Teresa di Gesù Bambino (altra carmelitana scalza) e nel 2012 da Sant'Ildegarda di Bingen.
 Al nuovo beato che con i carmelitani ha sempre avuto un affetto particolare (tra l'altro una sua parente era carmelitana scalza a Roma e con lei "festeggiò" il pomeriggio del 27 settembre 1970 la proclamazione a dottore di Santa Teresa).
Stamattina è toccato a lui, non il dottorato, ma la proclamazione a beato. E mentre il Papa leggeva la formula di beatificazione, dopo la presentazione da parte del postulatore, padre Antonio Marrazzo, sulla loggia delle benedizioni veniva scoperta l'immagine sacra, che ritrae il beato a figura intera. Papa Francesco ha fissato la festa liturgica per il 26 settembre, giorno della nascita di Paolo VI, al secolo Giovanni Montini. La cerimonia di questa mattina è stata anche l'occasione di rivedere il papa emerito, un sorridente Benedetto XVI che nel 2012 aveva approvato le virtù eroiche del nuovo beato.

Guadagnare anime per il Signore

QUESTA DOMENICA E' LA GIORNATA MONDIALE DELLE MISSIONI.


Siamo soliti indicare S. Teresa di Lisieux come patrona delle Missioni, ma lo spirito missionario è proprio del Carmelo Scalzo come dimostra il brano che riportiamo, di Teresa di Gesù, tratto dal libro delle Fondazioni.
Servivo il Signore con le mie povere preghiere; mi adoperavo continuamente perché le consorelle facessero lo stesso e amassero il bene delle anime e lo sviluppo della Chiesa. Chi trattava con esse ne rimaneva sempre edificato e in ciò si appagavano i miei grandi desideri.
 Dopo quattro anni – mi sembra, anzi, un po’ di più – venne a farmi visita un frate francescano, il cui nome era Alonso Maldonado, gran servo di Dio, che aveva i miei stessi desideri circa il bene delle anime e poteva metterli in pratica, cosa che gli invidiavo molto. Era arrivato recentemente dalle Indie. Cominciò a raccontarmi dei molti milioni di anime che lì si perdevano per mancanza di istruzione religiosa, ci fece una predica con un’esortazione che ci animava alla penitenza, e poi se ne andò. Rimasi così afflitta per la perdita di tante anime da sentirmi fuori di me. 
Me ne andai, sciogliendomi in lacrime, in un romitorio: invocavo nostro Signore supplicandolo di darmi il mezzo per poter far qualcosa per guadagnare anime al suo servizio, poiché tante gliene portava via il demonio, e concedermi di operare un po’ di bene con la preghiera, visto che io non sapevo far altro. Invidiavo molto coloro che per amore di nostro Signore potevano dedicarsi alle missioni, anche a costo di affrontare mille morti: mi accade infatti, quando leggiamo nelle vite dei santi che operarono conversioni, di sentire ben più devozione, commozione e invidia per questo, che per tutti i martìri da essi patiti, essendo tale la vocazione che il Signore mi ha dato. Mi sembra infatti che egli ci apprezzi di più se, mediante la sua misericordia, riusciamo a guadagnargli un’anima con i nostri sforzi e con la nostra preghiera, che non per quanti altri servizi possiamo rendergli (Fundaciones 1,6-7).)

18 ottobre 2014

Chiedere a Dio come e dove ci vuole

Per noi carmelitani il progetto di santità si realizza sulla via su cui il Signore ci ha messi, il mistero di Cristo alla luce del Carmelo. Se Dio mi ha messo qui, mi sta facendo capire che è questo quello che vuole da me.  
Il cammino che stiamo percorrendo formandosi, confrontandosi non è un passatempo.  Si tratta di discernimento. Cerchiamo di tener sempre presente questo. Noi abbiamo cominciato un cammino di conoscenza di Dio e di noi stessi alla Sua luce. Ed è in questa luce che scopriamo il cammino da percorrere, giorno per giorno. Il cristiano carmelitano teresiano deve percorrere la strada tracciata dai padri fondatori. Non ci sono alternative se la nostra vocazione è questa.
Che cosa ci dice allora Teresa? Che la nostra anima è il giardino da coltivare, ma non siamo noi i giardinieri. Il Giardiniere è il Signore. Lui è il padrone.  Non vuole che ci affanniamo, ci preoccupiamo: è Lui ad occuparsi di noi.
 “Ho parlato entro ragionevoli limiti di questo modo di orazione e di ciò che deve fare l’anima o, per meglio dire, di ciò che in lei fa Dio, il quale si assume lui l’ufficio di giardiniere e vuole che l’anima si riposi. La volontà non ha altro da fare che accettare le grazie di cui gode, mettendosi a disposizione per tutto ciò che in lei vorrà operare la grazia divina. Ci vuole coraggio, certo, perché è così grande il godimento che alcune volte sembra all’anima di essere sul punto di uscire da questo corpo. E che morte fortunata sarebbe!
Qui mi sembra che venga bene, come ho già detto alla signoria vostra, abbandonarsi completamente fra le braccia di Dio; se egli vuole portare l’anima in cielo, bene; se all’inferno, non se ne affligga, andandoci con il suo Bene; se vuol farla cessare di vivere, è proprio quel che si desidera; se farla vivere mille anni, va anche bene; Sua Maestà ne disponga come di cosa propria, poiché l’anima non appartiene più a se stessa; è tutta data al Signore; non si preoccupi d’altro”.




17 ottobre 2014

La divina Verità

Ci sono idee che entusiasmano, ideali  che ispirano anche a battersi con coraggio... ma c’è una sola Verità che fa innamorare.
L’ha incontrata Agostino, l’ha incontrata Teresa, l’ha incontrata Edith Stein. Puoi incontrarla anche tu. Come loro: figure inquiete che hanno fatto della ricerca della verità, il punto fermo della loro vita. E alla fine, la Verità è apparsa ai loro occhi, dolce, avvolgente, forte come una calamita. Ha messo a tacere i dubbi, la presunzione, la vanità, l’orgoglio, la sete di sapere e d’incantare gli
altri. E li ha incantati, toccando il loro cuore.
E’ lì il luogo dell’incontro e dell’ascolto. Lì la verità non è più un’ideale: diventa una Persona, quella che l’anima ha cercato fin dal suo primo respiro.
Ecco un assaggio della gioia che in ciascuno ha provocato quest’incontro. E che lega queste tre figure tra loro: Teresa, commossa dalla pagina della conversione di S. Agostino, decise di essere tutta del Signore; Edith Stein, leggendo Teresa commentò: “E’ qui la Verità”, e aggiunse di non aver letto nulla di più importante, fatta eccezione delle Confessioni di S. Agostino. Incontrata la Verità, la si comunica.
Scrisse Teresa di Gesù: “Mi rimase impressa una tale cognizione di questa divina verità apparsami nel rapimento, senza sapere come né perché, da farmi sentire uno straordinario rispetto per Dio, di cui rivela la maestà e la potenza in modo ineffabile; posso, quindi, capire che è una gran cosa. (…) Mi lasciò anche nel cuore una gran tenerezza, gioia e umiltà; mi sembra proprio che, pur senza che abbia capito come, il Signore in questo rapimento mi favorì molto. Non mi sorse alcun sospetto che potesse trattarsi di illusione; non vidi nulla, ma capii il gran bene che si ricava dal non far conto di ciò che non possa avvicinarci di più a Dio, e che cosa sia per un’anima procedere nella verità alla presenza della stessa Verità. Capii, cioè, che il Signore volle farmi intendere di essere la stessa Verità”.
E nel capitolo 13: “piuttosto che un ‘anima non cammini nella verità, preferisco che sia senza orazione. La scienza è sempre una gran cosa, perché istruisce e illumina chi poco sa, fa conoscere le verità della Sacra Scrittura, onde si faccia quello che si deve fare”.
Dal canto suo Edith Stein commentò: Dio è verità. Chi cerca la verità cerca Dio, che lo sappia o no. E’ poi nota la risposta che  diede alla madre che le chiedeva: «Anche nella fede ebraica si può essere religiosi, non ti pare?»  «Certamente, quando non si è conosciuto Altro», rispose.
Sì, Edith aveva seguito il consiglio di S. Agostino: “V'è un essere più elevato della nostra mente e della nostra ragione. Ecco, è la verità stessa: abbracciala, se puoi, e godila”.
Stefania De Bonis ocds
da "Crescere in fraternità" febbraio 2010


16 ottobre 2014

Il Cammino di Teresa

Uno degli studiosi della nostra santa Madre, il padre carmelitano francese Stéphane – Marie Morgain, nel saggio “Il Cammino di perfezione di Teresa d’Avila”, edizioni Jaca Book analizza lo sfondo storico e spirituale in cui si sviluppa la riforma teresiana per poi soffermarsi sulle due stesure dell’opera e sulle risposte che la santa Madre riesce a dare ai problemi che in quel tempo incombevano nella società e nella Chiesa. In particolare, per aiutarci nell’approccio alla lettura, p. Stéphane riporta una delle “Relazioni spirituali” in cui Teresa accenna all’ordine ricevuto di scrivere per le monache  un altro libretto. Aveva già composto il Libro della Vita e qui si dedica a consigli molto pratici sull’orazione.
L’autore indica tre direttrici fondamentali:
  •  La giustificazione della vita contemplativa come servizio ecclesiale.
  •  L’esposizione delle esigenze ascetiche della vita in monastero
  •  L’itinerario spirituale attraverso il commento del Padre Nostro che sottolinea una necessaria unità fra preghiera vocale e orazione mentale.

Morgain fa anche un’annotazione interessante: Teresa mette in risalto il ruolo della donna nella pratica dell’orazione mentale. Oggi non ci sarebbe nessuno stupore a riguardo, ma allora alle donne (capitolo 4) non era permessa neppure la lettura delle Scritture e dei libri di preghiera. Sembra anzi che Teresa se ne lamenti nel capitolo 36 e che p. Garcia de Toledo al quale affidò il testo per una revisione commentò: “Si direbbe che rimproveri gli Inquisitori perché le proibiscono i libri di preghiere”.
La versione manoscritta di Valladolid di quest’opera che la santa Madre definisce librillo - per distinguerla dal libro della Vita (libro grande) -  diventa una regola di vita per i monasteri teresiani, i Carmeli cioè fondati secondo le sue indicazioni. 



15 ottobre 2014

Giorno di Grazia e di festa per tutti noi

 

















«Quante volte mi sono ricordata dell'acqua viva di cui parlò il Signore alla Samaritana!    Sono molto devota di quel fatto evangelico, e lo ero fin da bambina, tanto che senza neppur comprendere quello che dicevo, supplicavo spesso il Signore a darmi di quell'acqua: in camera mia tenevo un quadro che rappresentava Gesù vicino al pozzo con sotto le parole: 
«Domine, da mihi aquam!»  (Vit. 30, 19).



500STJ. Il Significato di quest'evento nelle parole del P. Generale e del Delegato

Anche a Napoli si apre ufficialmente il V centenario della nascita di Santa Teresa di Gesù, oggi solennità di Santa Teresa, alle 18,30 nella Chiesa di Santa Teresa a Chiaia.

Il bellissimo reliquiario che girerà nella Provincia con tre reliquie. Sopra un'immagine della santa di Avila

14 ottobre 2014

Con Teresa sui passi di Gesù - 9


O Santa Teresa di Gesù che in terra hai tanto amato il tuo e nostro Dio e ora in cielo lo ami con amore più puro e più grande: tu che hai sempre desiderato di vederlo amato da tutti gli uomini, ottieni, ti preghiamo, anche per noi la scintilla di questo santo amore.

Fa' che tutte le nostre opere siano sempre impiegate nel compiere la volontà di Dio, che merita di essere infinitamente ubbidito e amato.
Ottienici queste grazie, tu che tanto puoi presso di Lui, affinché veniamo a goderlo con te, nella beata eternità del Paradiso. Amen


(preghiera tratta dal sussidio Liturgico
 "V Centenario di Santa Teresa di Gesù" 
della Provincia Napoletana OCD)

Una nuova pagina per scoprire la bellezza della Liturgia

Per Teresa di Gesù il momento della S. Messa è stato all’origine della vita dei monasteri riformati.
Ogni monastero nasceva, infatti, ufficialmente con la celebrazione della prima Messa. Spesso, dopo la Comunione, la s. Madre raggiungeva un tale punto di raccoglimento da immergersi nell’orazione di quiete, tutta immersa in Dio; a volte aveva delle grazie mistiche. 

Oggi Teresa di Gesù, alla luce di quanto grazie a Concilio Vaticano II è dato di conoscere anche a noi fedeli, ci spronerebbe a partecipare con decoro e consapevolezza alla S. Messa, compiendo quei gesti in cui è racchiuso tutto il Mistero che si sta celebrando e che diventano un dialogo fra il Cielo e la terra. Non solo fra me e Dio, ma fra l’assemblea dei fedeli con l’assemblea dei Santi e Dio.

Abbiamo aggiunto una pagina ("A Messa con Teresa") al nostro blog ( la trovate in alto sotto il titolo "Scalzi sui passi di Teresa"), per aiutarci a scoprire il significato dei gesti che compiamo durante la Messa. 
Non è ancora completa, ma possiamo già cominciare a scoprire, soprattutto, l'importanza dell'azione comunitaria: siamo convocati da Dio per fare chiesa.

13 ottobre 2014

Con Teresa sui passi di Gesù - 8



Oh, vita, vita mia! Come puoi vivere lontana dalla tua Vita? In così profonda solitudine, di cosa ti occupi? Che fai, visto che tutte le tue opere sono imperfette e difettose? Chi ti consola, anima mia, in questo tempestoso mare? Ho pena di me e ancor più del tempo che son vissuta senza dolermi. Oh, Signore, come sono dolci le vostre vie! Ma chi camminerà senza timore?
 Temo di non riuscire a servirvi: quando mi dispongo a farlo, non trovo cosa che mi soddisfi per pagarvi almeno un po’ di ciò che vi devo. Mi sembra di volermi consacrare tutta al vostro servizio ma, quando considero attentamente la mia miseria, vedo che non posso far nulla di buono, se voi non me ne date la capacità.

12 ottobre 2014

Con Teresa sui passi di Gesù - 7

Comincia oggi a Napoli
 il triduo dedicato a Santa Teresa di Gesù
 con la Messa e la catechesi teresiana
 di p. Luigi Borriello OCD
(Chiesa di S. Teresa a Chiaia ore 18.30)


In quest'anno centenario Teresa ci guida alla riflessione sulla Parola di  Dio: proporremo ogni domenica la riflessione sul Vangelo di oggi che l'Ordine ci dona attraverso il sito paravosnacì. Potete leggerla e scaricarla cliccando qui