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Scalzi sui passi di Teresa
Blog dell'OCDS di Napoli - Fraternità dei SS. Teresa e Giuseppe
19 maggio 2013
SCENDI NEI NOSTRI CUORI E AIUTACI A CAMMINARE
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ocds SS. Teresa e Giuseppe Napoli
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18 maggio 2013
Papa Francesco cita S. Teresina
Alla Messa, concelebrata nella cappella di Santa Marta, Papa Francesco commentando il Vangelo di oggi (Giovanni 21, 20-25)ha detto, fra l'altro: "E’ bella questa parola di Gesù, è tanto chiara, è tanto amorosa per noi. Come se dicesse: ‘Non fate fantasie, credendo che la salvezza è nella comparazione con gli altri o nelle chiacchiere. La salvezza è andare dietro di me’. Seguire Gesù! Chiediamo oggi al Signore Gesù che ci dia questa grazia di non immischiarci mai nella vita degli altri, di non diventare cristiani di buone maniere e cattive abitudini, di seguire Gesù, di andare dietro Gesù, sulla sua strada. E questo basta!”. Durante l’omelia, Papa Francesco ha anche rammentato un episodio della vita di Santa Teresina (una santa a lui particolarmente cara) che si chiedeva perché Gesù dava tanto a uno e poco a un altro. La sorella più grande, allora, prese un ditale e un bicchiere e li riempì di acqua e poi chiese a Teresina quali dei due fosse più pieno. “Ma tutti e due sono pieni”, rispose la futura Santa. Gesù, ha detto il Papa, fa “così con noi”, “non gli interessa se tu sei grande, sei piccolo”. Gli interessa “se tu sei pieno dell’amore di Gesù”.
Ecco il breve passaggio del Manoscritto A. che possiamo leggere in Storia di un'anima della piccola carmelitana scalza di Lisieux, dottore della Chiesa per la geniale intuizione di vivere percorrendo "la piccola via":
Paolina riceveva tutte le mie confidenze intime, e gettava luce su tutti i miei dubbi. Una volta mi meravigliavo che il Signore non dia gloria uguale in Cielo a tutti gli eletti, e temevo che non tutti fossero felici; allora Paolina mi disse di andare a prendere il bicchiere grande di Papà e di metterlo accanto al mio piccolissimo ditale, poi di riempirli di acqua tutti due; e mi domandò: «Quale è più pieno?». Le risposi che erano pieni tutti e due, e che non si poteva mettere più acqua di quanta ne potevano contenere. La mia cara Madre mi fece capire così che il buon Dio dà in Cielo ai suoi eletti tanta gloria quanta possono riceverne, e che l'ultimo non avrà niente da invidiare al primo. In tal modo, mettendo alla mia portata le verità più sublimi, lei, Madre, sapeva dare all'anima mia il nutrimento che le occorreva.
Ecco il breve passaggio del Manoscritto A. che possiamo leggere in Storia di un'anima della piccola carmelitana scalza di Lisieux, dottore della Chiesa per la geniale intuizione di vivere percorrendo "la piccola via":
Paolina riceveva tutte le mie confidenze intime, e gettava luce su tutti i miei dubbi. Una volta mi meravigliavo che il Signore non dia gloria uguale in Cielo a tutti gli eletti, e temevo che non tutti fossero felici; allora Paolina mi disse di andare a prendere il bicchiere grande di Papà e di metterlo accanto al mio piccolissimo ditale, poi di riempirli di acqua tutti due; e mi domandò: «Quale è più pieno?». Le risposi che erano pieni tutti e due, e che non si poteva mettere più acqua di quanta ne potevano contenere. La mia cara Madre mi fece capire così che il buon Dio dà in Cielo ai suoi eletti tanta gloria quanta possono riceverne, e che l'ultimo non avrà niente da invidiare al primo. In tal modo, mettendo alla mia portata le verità più sublimi, lei, Madre, sapeva dare all'anima mia il nutrimento che le occorreva.
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16 maggio 2013
La Madre mite che S. Simone Stock tanto amava
La devozione allo scapolare della madonna del Carmelo si lega alla figura che oggi l'Ordine ricorda, S. Simone Stock, al quale la Vergine donò questa parte dell'abito monastico.
Si trova traccia di questo indumento già nella regola di San Benedetto: era indossato durante il lavoro per proteggere l'abito monastico, ma nel Carmelo i religiosi e le religiose lo hanno indossato come parte fondamentale dell'abito.
Inglese, formatosi in Palestina, proprio dov'era nata la spiritualità carmelitana, nel 1245 Simone Stock fu eletto Priore Generale, carica che ricoprì per circa 20 anni. Fu artefice della migrazione in Europa dei carmelitani, costretti a lasciare il monte Carmelo e della prima mitigazione della Regola, per far sì che i fratelli della Beata Vergine del Monte Carmelo potessero adattarsi a vivere in Occidente e affinché potessero essere fondati i primi conventi in Inghilterra, in Germania, in Francia, nella penisola iberica e in Italia. Dopo un iniziale periodo di felice diffusione della spiritualità carmelitana, cominciò una lunga fase di conflitti e tribolazioni. Padre Simone Stock molto devoto alla santa Vergine, affidò alla protezione della Vergine tutto l'Ordine, pregandola del dono di qualche privilegio e compose per lei la sequenza che ancor oggi intoniamo e consideriamo l'inno ufficiale dell'Ordine: il Flos Carmeli.
Si racconta allora in un Santorale dell'Ordine di una speciale visione avuta da Stock dopo questa richiesta: la Vergine, contornata di angeli, si china verso di lui per vestirlo con lo scapolare: "Questo sarà per te e per tutti i carmelitani il grande privilegio, che chiunque morirà con questo non patirà il fuoco eterno, ma sarà salvo". Approfondiremo questo aspetto nei post di luglio, quando con la festa della Beata Vergine del Monte Carmelo, sarà il caso di affrontare il tema della devozione allo Scapolare e alla esigenza di indossarlo come segno di appartenenza alla famiglia carmelitana.
Oggi, invece, vorremmo richiamare l'attenzione sulle dolcissime parole con cui Simone Stock pregava la Vergine, definendola "fiore del Carmelo", "vite fiorente", "Stella del mare" e soprattutto "Madre mite". Questa è l'immagine di Maria che, agli inizi del suo cammino nel Carmelo, ha la nostra santa Madre Teresa. E in queste parole, noi dobbiamo trovare il senso del nostro sentirci parte di questa famiglia che si è consacrata alla Vergine Maria. E' lei, la forte armatura dei combattenti, con la sua granitica fiducia nel Signore. E' lei il giglio che cresce fra le spine, la purezza che il male non riesce a ferire. In lei la gioia della fede, il senso di protezione. Maria è nostra madre; è lei che c'insegna il senso della maternità, dell'aver cura dell'altro. Ecco il senso della nostra consacrazione alla Vergine, dell'indossare l'abito o l'abitino (lo scapolare): sforzarci di vivere come ha vissuto lei la gioia di abbandonarsi alla volontà di Dio
Fior del Carmelo, vite fiorita,
splendore del cielo,
tu solamente sei vergine e madre.
Madre mite, pura nel cuore,
ai figli tuoi sii propizia,
stella del mare.
Ceppo di Jesse, che produce il fiore,
a noi concedi di rimanere
con te per sempre.
Giglio cresciuto tra alte spine,
conserva pure le menti fragili
e dona aiuto.
Forte armatura dei combattenti,
la guerra infuria, poni a difesa
lo scapolare.
Nell’incertezza dacci consiglio,
nella sventura, dal cielo impetra
consolazione.
Madre e Signora del tuo Carmelo,
di quella gioia che ti rapisce
sazia i cuori.
O chiave e porta del Paradiso,
fa’ che giungiamo dove di gloria
sei coronata. Amen.
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15 maggio 2013
IMPARIAMO A CONOSCERE TERESA DI GESÙ
Giornate di studio con p. Arturo Beltràn
Stiamo trasferendo nella nostra pagina "Per conoscerla meglio" il contributo che ci ha offerto alla conoscenza della nostra santa Madre, il ciclo di conferenze di padre Arturo Beltràn, carmelitano scalzo, licenziato in Storia Ecclesiastica già prof. inviato di Archeologia Cristiana e Bibliotecario del Teresianum.
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05 maggio 2013
Come scriveva Teresa di Gesù?
Un cassone di legno come scrivania, in un angolo della sua cella. Inginocchiata lì, con la sua penna d'oca a vergare velocemente il foglio, scrivendo senza punteggiatura, Teresa di Gesù, riformatrice del Carmelo, scrive l'opera sua più importante: Il Castello Interiore. 
Padre Aniano Alvarez, che all' illustrazione del Castello Interiore ha dedicato due giornate di studio nel Centro di Spiritualità di Maddaloni, ha raccontato che una monaca aveva confidato di aver osservato la santa madre, mentre scriveva: Era come assorta e il suo viso era radioso, luminosissimo. Scriveva a grande velocità senza staccare la penna dal foglio. E lo fece per oltre un'ora. Con il volto sempre più luminoso. Quando terminò di scrivere si buttò in ginocchio con le braccia aperte a croce e pregò per tre ore, immobile. Dormì un'ora poi si unì alla comunità per la preghiera in coro.
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02 maggio 2013
Benedetto XVI è di nuovo in Vaticano
"Non c'è al mondo un modo di vivere più dolce nè più felice della continua conversazione con Dio.
Possono comprenderla solo coloro che la praticano e la gustano"
fra Lorenzo della Risurrezione ocd
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